Fondazione Nunhems
Da dicembre 2003 la Fondazione Nunhems sostiene progetti nel campo della sanità, dell’istruzione e dell’agricoltura in tutto il mondo, con l’obiettivo di aiutare le persone ad aiutare se stesse. Il raggio di azione della Fondazione si estende dall’Ecuador al Burkina Faso e al Benin, dalla Palestina all’India e fino all’Indonesia. Vi presentiamo solo alcuni esempi delle atttività della Fondazione:
| Dare un’opportunità a bambini senza casa (Burkina Faso, Africa occidentale) Béog Koamba (Bambini di domani) è il nome di un centro per bambini senza casa di Kaya, una piccola città del Burkina Faso. Aperto nel 2007, offre un tetto a 36 bambini di strada di età compresa tra dodici e quindici anni. Ai bambini si insegna a leggere e a scrivere, il cucito e la lavorazione del legno. Quando raggiungono l’età di diciotto-diciannove anni ricevono una piccola somma di denaro e/o materiale per essere in grado di mantenersi tramite una piccola impresa gestita da loro. | ||
| Monique Wolters, della fondazione olandese per l’infanzia in Burkina Faso ("Stichting Kinderhulp Burkina Faso"), è stata entusiasta del successo dell’’iniziativa che punta a offrire ai bambini un punto di partenza migliore nella vita. Per sostenere i futuri finanziamenti ha suggerito che la Fondazione Nunhems sponsorizzi la realizzazione di un documentario sul centro. Il video è disponibile al sito www.childrenoftommorrow.com. Speriamo che aiuti il centro Béog Koamba a raggiungere un pubblico più ampio, ottenendo i fondi necessari per sostenere l’iniziativa. | ||
| Fondazione di un centro di formazione professionale per non vedenti (India) Quando l’ONG “Nathru Educational Public Charitable Trust for the Blind” ha deciso di aprire un centro di formazione professionale per giovani adulti con disabilità visiva a Bangalore, Girish Kumar Krishna, ricercatore genetista presso Nunhems India, ha sottoposto il progetto al Consiglio della Fondazione. Il programma dell’ONG si è incentrato sulla formazione in impianti idraulici, elettrotecnica, serigrafia, maglieria e rilegatura. | ||
| La Fondazione Nunhems ha sponsorizzato i kit le attrezzature necessarie, il materiale formativo e l’alloggio per gli studenti. I prodotti fabbricati grazie al programma di formazione professionale sono stati distribuiti a mostre e venditori, e il ricavato è stato restituito agli studenti sotto forma di stipendio. | ||
| “La raccolta dell’acqua piovana” (Benin) La Fondazione Nunhems finanzia un progetto di irrigazione destinato a piccoli agricoltori del Benin, nel villaggio di Kpabegou. Il progetto è stato promosso da un gruppo di clienti di Nunhems Francia, che ha deciso di sostenere lo sviluppo di questo progetto su piccola scala. L’acqua è vita, e in questa parte dell’Africa rurale la donazione ha contribuito a fornire gli strumenti necessari per realizzare un bacino idrico. In una fase successiva gli agricoltori hanno scavato i canali d’irrigazione. Questo semplice impianto consentirà loro di mettere in pratica la raccolta dell’acqua piovana per stoccare l’acqua raccolta durante la stagione delle piogge in vista della stagione secca. Per i contadini questo cambia le cose: non dipenderanno più dal livello delle precipitazioni, e potranno effettuare le loro colture per tutto l’anno. | ||
| Centro Fatima di Bangkok (Thailandia) In seguito a una proposta di un dipendente di Nunhems Paesi Bassi, la Fondazione Nunhems nel 2005 ha accordato una donazione sostenibile alle Suore del Buon Pastore di Bangkok per la costruzione e sostituzione di edifici per il centro di autoassistenza per le donne Fatima di Bangkok. La congregazione delle Suore del Buon Pastore risponde ai bisogni delle persone indigenti, ferite dal punto di vista emotivo, smarrite, isolate, e di quelle che non riescono a farcela da sole nella vita. L’orientamento specifico delle Suore è verso ragazze, donne e bambini che hanno urgente bisogno di aiuto. | ||
Rispondere ai loro bisogni ha portato alla fondazione del Centro Fatima, una casa per madri e bambini, assistenza residenziale per adolescenti a rischio, formazione leadership per donne dei villaggi e classi d’insegnamento per adulti. Il centro è situato in un quartiere povero di Bangkok. Lo scopo del centro è di fornire un’occupazione a circa 120 donne e ragazze. Una volta appresa l’arte del cucire a macchina e a mano, le donne e le ragazze producono bellissimi oggetti di artigianato. I prodotti hanno ottenuto un riconoscimento internazionale, che rappresenta una fonte d’incoraggiamento e dignità per le lavoratrici. Le vendite sono effettuate tramite ordini, mercati locali e, adesso anche un negozio nel cuore di Bangkok. L’edificio nel quale le donne lavoravano era soggetto ad allagamenti nella stagione delle piogge (sei mesi all’anno). Uno dei muri serviva anche da muro esterno del complesso, che correva lungo la strada. Il soffitto era basso, e con il caldo opprimente di Bangkok la ventilazione era insufficiente. A causa della mancanza di terra, la decisione di demolire la “baracca” originaria e di ricostruire nel sito un edificio adeguato è sembrata la soluzione migliore. | ||
| Controllo dell’avvizzimento causato da Fusarium e di altre patologie nelle banane (Indonesia) I piccoli contadini in Indonesia dipendono dalle banane da cuocere come loro principale coltura. Quando una patologia distruttiva, il Fusarium, ha minacciato il loro prodotto principale a Sumatra, il Dr. Ivan Buddenhagen, professore emerito di agricoltura internazionale presso la Davis University, ha fatto appello alla Fondazione. Il Consiglio della Fondazione ha deciso di sostenere un progetto di ricerca per migliorare il controllo della patologia delle banane da cuocere. | ||
Il risultato più entusiasmante è stato scoprire un cosiddetto mutante senza germogli in un villaggio nell’isola di Sulawesi. Questo mutante impedisce la trasmissione tramite insetti del devastante batterio Ralstonia a un livello tale che il mutante è pressochè immune alla patologia. Nel frattempo centinaia di piante mutanti sono state prodotte mediante propagazione dei tessuti in vitro e donate ai contadini dell’isola di Kalimantan (Borneo). L’anno prossimo i contadini ci diranno se questo singolare approccio ha risolto il problema dello Pseudomonas spp., consentendo loro di riprendere le esportazioni verso l’isola di Giava. | ||


